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Arte/Cultura


Creature Fantastiche in Sardegna - CLAUDIA ZEDDA

Venerdì 3 Aprile è prevista per le ore 20,15 la presentazione del saggio Creature Fantastiche in Sardegna, promosso dal circolo culturale Nefertiti presso il centro del restauro in via sant’Alenixedda n. 2 “ Villa Muscas”, Il libro ha come progetto primo la riscoperta delle creature fantastiche che il genio sardo nei secoli è riuscito a creare e conservare, consegnandolo alla leggenda. Una passeggiata fra mito pagano prima e cristiano poi, la riscoperta della tradizione dei gesti e dei luoghi, l’incontro con le creature fantastiche e con gli elementi intorno ai quali queste stesse gravitano: la terra, il fuoco, l’acqua e l’etere. Il tutto condito dalla voglia di non dimenticare ciò che la storia, generosa è riuscita ad affidare al sardo.
Sarà presente Cesare Villaminar , presidente del CIB “Circolo Interbancario” in qualità di moderatore e l’autrice Claudia Zedda , laureata presso l’Università di Cagliari, corso in Lettere Moderne con indirizzo socio antropologico. Creature fantastiche in Sardegna è il primo lavoro con il quale si presenta al mondo editoriale.

Creature Fantastiche in Sardegna darà a chiunque lo desideri, la possibilità di sbirciare da lontano tutte quelle creature che abitano la leggenda sarda, la movimentano, rendendola sempre attuale. E’ una passeggiata fra i simbolismi custoditi dagli elementi, un addormentarsi fra miti pagani e un risvegliarsi fra culti lentamente divenuti cristiani. Si avrà la possibilità di conoscere la tradizione antica dei gesti e dei luoghi, senza mai dimenticare la barca sulla quale questo bagaglio ha viaggiato per secoli. La leggenda, il racconto, l’arte del narrare, la tecnica antica del saper ascoltare, in cerchio seduti davanti a un fuoco quando ci si accontentava di muri fatti di vento, e di tetti fatti di stelle e cielo.


Retro copertina.

«Se non prendi sonno chiamo Mommotti! » E seppure tu non sapessi chi fosse questo Signor Mommotti, vuoi per il tono di tua madre, vuoi per quello sguardo che ha sempre fatto molto più della parola, dormivi. Ma tra l’intorpidimento e il sogno te lo domandavi, chi fosse l’illustre ignoto, ripromettendoti che avresti dato un volto a chi tormentava le tue prime notti insonni. E quando il tempo mi ha concesso tregua ho deciso di mettermi sulle tracce dell’oscuro mommotti, che oramai d’anni dovrebbe averne un bel pò. E cercando di lui, mi sono imbattuta in un mondo di fantastiche creature, partorito dalla genialità sarda. Un mondo che incanta e intimorisce, insegna e indica la strada seguita e da seguire. Ombre oggi che pur riescono a ricordarci chi siamo stati, e chi non avremmo dovuto smettere d’essere. E mentre avida inseguivo la risposta che dissetasse la mia curiosità, ho riposato con i giganti, ho ballato con le janas, ho bevuto dalle fonti sacre con Luxia, ho passeggiato per i vicoli dei paesi che ora sono città in compagnia dell’erkitu, ho osservato da lontano cosa significa essere panas, volato con le kogas e le sorelle surbiles, e mi sono lasciata intimorire dai danzatori infernali che abitano le chiesette di paese a notte fonda. L’ammuttadore mi ha svegliata a notte tarda e le creature ctonie mi hanno ospitato presso le loro dimore, mostrandomi quali tesori nascondano. Mi hanno insegnato che essere sardi significa essere imprigionati in una rocca, i cui muri sono d’acqua e sale, ma dai quali ditemi, chi desidera fuggire? Si tratta di un mondo che ha tanto da raccontare, e lo fa sottovoce. Sta a noi decidere se ascoltarlo. Io, ho prestato orecchio.